Fulvio Bernardini, il dottore del calcio italiano

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Bernardini è stato un gigante del nostro calcio, inarrivabile dal punto di vista delle capacità d’interprete sportivo ed in termini di principi morali.

Nel trentennale della sua scomparsa (13 gennaio 1984), le figlie Clorinda e Mariolina hanno affidato allo scrittore e storico dello sport Marco Impiglia l’incarico d’elaborare una biografia che tenesse dietro, attraverso documentate ricerche e fonti d’ogni genere, alla monumentale e intensissima vita del campione e del tecnico, del raffinato intenditore di football, del giornalista che ha analizzato e spiegato il gioco a generazioni di italiani nel corso di sei decenni.

Una storia completa, tale da rendere giustizia alla grandezza del personaggio. Bernardini calciatore ha dato moltissimo alla Nazionale, alla SS Lazio e all’AS Roma, probabilmente non ricevendo quelle soddisfazioni in termini di risultati che meritava. È nota, ad esempio, la querelle con Vittorio Pozzo, che gli impedì di partecipare ai Campionati del Mondo 1934.

Come allenatore ha avuto più fortuna, portando gli scudetti in quel di Firenze (1956) e di Bologna (1964), rilanciando gli “azzurri” dopo la disfatta ai Mondiali del 1974. Ma anche qui non sono mancate le amarezze: il “caso doping”, che avvelenò l’impresa dei rossoblù felsinei vincitori sull’Inter di Helenio Herrera; le incomprensioni con Enzo Bearzot, che voleva andare da solo a giocarsi i Mondiali in Argentina.

Giornalista brillante, presterà la sua penna ad alcune delle maggiori testate sportive italiane. Memorabili le sfide cartacee col nemico-collega Gianni Brera.

Bernardini, “il dottore”, fu uno dei pochi sportivi laureati del tempo, particolare che ne accresce la centralità nel contesto sportivo italiano.

Così, il “dottore del calcio italiano” – o “dottor Pedata”, come amabilmente lo chiamava Gianni Brera – ha vissuto adorando il football oltre ogni misura; dedicandogli tutto sé stesso, fino all’utimo istante di un’esistenza tessuta di “podemi”, di frasi scritte da un pallone rotolante e volante sopra un campo d’erba.

Bernardini l’esteta del calcio per antonomasia, l’uomo che voleva vederlo sempre mettere in scena da “giocatori con i piedi buoni”. Bernardini il Michelangelo del calcio italiano.